Il paradigma delle onde

20.07.2021
Guardando le onde del mare l'altro giorno pensavo a come la vita gli assomiglia, ma non tanto per la classica immagine del "sali e scendi", ma per come ci appaiono le difficoltà prima di affrontarle. Sei sul bagnasciuga, la tua confort zone, e sembrano insormontabili, indomabili e incontrollabili... Tolgono quasi il respiro con il loro fragore e la schiuma quando si infrangono contro la battigia. E poi l'odore, quell'odore di libertà, misto a sale, aria selvatica e resina di pino marittimo. Poi prendi coraggio, oltrepassi il fragore e superi la linea dell'indefinito, fai quel salto nel buio e quasi godi del senso di vertigine, a volte l'acqua entra nel naso e tutto frizza come una bottiglia di prosecco agitata. Ecco sei dall'altra parte. Due bracciate e ti volti a guardare da dove sei partito. Tutto è calmo, sembra un altro posto... Il rumore è cessato, forse lo senti lontano e flebile. Il mare sembra una tavola da surf e guardando chi come te sta ancora dall'altra parte vorresti dargli una mano o urlargli:Vai, parti, tuffati, fidati! Fidati di te stesso che da questa parte ti verrà da sorridere per quella che ti era sembrata una difficoltà.