Sequenza yoga "Archetipo del Distruttore" Consigli di esecuzione e Simbologia

26.03.2020

Sequenza Yoga di Nadia Berti, visibile sul canale YouTube "Yogazione Nadia Berti"

Tema della sequenza: l'archetipo del Distruttore

Sequenza

  • Mahamudra asana

Consigli per l' esecuzione:

Inspiro, trattengo l'aria e solo scendendo (o già in posizione finale se voglio allungare il periodo di Kumbhaka, ovvero di apnea a polmoni pieni), espiro. Afferro l'alluce con le mani, sguardo rivolto verso le sopracciglia, collo leggermente reclinato per permettere un allungamento della schiena, che si inarca allungandosi. Cerco di abbandonare, mano a mano, ogni muscolo non necessario, allungando sempre di più tutti gli altri, uso il respiro per percepire sempre di più questa costante di rilascio e contrazione, contrazione e rilascio.

Simbologia:

Dall'Hathayoga Pradīpikā, terza lezione,versetto 12:

"così la Śakti arrotolata (Kundalī) si raddrizza subitamente: a questo punto si genera uno stato di morte per le due nādī.".

Iconograficamente si può percepire l'intenzionalità di stendere e risvegliare la Kundalini attraverso questo movimento della schiena e dello sguardo, unitamente al respiro.

  • Matsyendrasana

Consigli per l'esecuzione:

Quando svolgo un'Asana di torsione devo rimanere in contatto con il respiro e con la colonna vertebrale e soprattutto in connessione con il loro dialogo. Nella torsione devo mantenere la schiena dritta, e la direzione dello sguardo mi aiuterà in questo, mi sto allungando verso il retro del mio corpo, lo sguardo cerca di andare sempre oltre, ma continuo anche a percepire una certa tensione verso l'alto, come se un filo mi tirasse. Ruoto e mi allungo e mi "sollevo". Inoltre le spalle non devono contrarsi o avvicinarsi alle orecchie e gli ischi devono rimanere a terra. Se la posizione finale è troppo difficile posso lasciare la gamba sotto distesa. Cerco di poggiare il palmo della mani a terra, definendo una stabilità, non ruoto senza connessione con il terreno, non perdo ancoraggio e stabilità nelle mie radici.

Simbologia:

nello Yoga la simbologia della postura è legata a ciò che evoca la posizione del corpo stessa. L'uso del corpo per intero o delle sole mani, così come dello sguardo (si pensi alla danza indiana quanto evocativa anche solo con gli occhi!), sono mezzi che suscitano emozioni ed empatia e vanno a scavare nel pozzo dell'inconscio e delle immagini collettive che tutti possediamo. Ecco che in questo modo viene spiegato come mai le posture di torsione indichino uno scavare a fondo nell'inconscio, un volgere lo sguardo nello sconosciuto, porto la parte frontale del corpo verso una parte di me recondita, posteriore, nascosta a volte a me stesso oltre che agli altri. Con questa Asana ricollego luce e ombra, yin e yang, consio e inconscio.

Il nome dell'Asana ci riporta ai miti indiani, in particolare al racconto di Matsyendra, che significa "Signore dei pesci", legato a due versioni differenti di una stessa leggenda. Una versione narra che quando lui nacque fu gettato nell'oceano perché la sua era una nascita considerata nefasta, venne inghiottito da un pesce gigante e dentro questo pesce lui visse per 12 anni apprendendo lo yoga direttamente da Shiva e dalla sua consorte Parvati, i quali risiedevano in fondo alle acque e lui poteva udirne le voci. (Si potrebbe scrivere un intero capitolo di un libro sulle corrispondenze simboliche tra questo racconto e la simbologia cristiana, basti pensare al simbolismo di Cristo come pesce, alla leggenda di Giona inghiottito dalla balena, e alla simbologia dell'udito/udire gli insegnamenti divini, e infine, alla simbologia collegata al tema di questa sequenza: distruzione/rinascita, pensando proprio a Matsyendra che a causa della sua nascita considerata nefasta, dopo 12 anni di reclusione e crescita personale, rinasce uscendo dalla pancia del pesce come un maestro illuminato).

Un'altra versione molto popolare di questa leggenda, invece, vede Matsyendra come un pesce che si era affacciato alla riva guardando Shiva che stava insegnando le arti dello Yoga a Parvati. Shiva si accorse di lui e spruzzandogli dell'acqua lo tramutò in essere umano, è così conosciuto come il primo insegnante dello Yoga, nonché diretto discepolo di Shiva stesso.

  • Bhava Asana

Consigli per l'esecuzione:

Radico bene a terra un piede, quando mi sento stabile sollevo l'altra gamba e prima di aprirla verso l'esterno, mantenuta dalla mano dello stesso lato, la porto al petto stringendola a me. Quando sono in apertura apro bene il bacino, rimanendo frontale, concentro il lavoro sull'anca e sui glutei per sostenermi  e per aprire e andare leggermente in anteroversione, spingo quindi il coccige verso terra per radicarmi e aprirmi al massimo delle mie possibilità. Attenzione a non sollevare le spalle verso le orecchie e a non contrarre muscoli non necessari in questa posizione. 

Simbologia:

Trattandosi di un Asana ideata dalla maestra Gabriella Cella, ideatrice del metodo Yoga Ratna,prendo le sue parole per descrivere la simbologia di questa semplice ma efficace posizione.

«Bhava,il "divenire", rappresenta una delle otto forze della natura. Significa anche "esistere" ed è riferito ad una delle forme di Agni, il fuoco reggitore dello spazio, colui che esiste in ogni divinità. Bhava è indicato anche come il possessore della terra, del cielo e dell'aria: egli lancia il suo fulmine infuocato per distruggere e trasformare ogni negatività. (...) Questa posizione simboleggia la difficoltà di distaccarsi dalla terra ma, contemporaneamente, la necessità di innalzarsi verso il cielo.» (tratto da "Yoga Ratna, il gioiello dello Yoga" di Gabriella Cella, pag. 46)

A questa postura ho aggiunto io il Shunya Mudra

Questo mudra è specifico per l'udito e i problemi ad esso connesso, ma simbolicamente per udito si può intendere anche il "voler sentire", anche a livello fisico i problemi di udito possono insorgere quando non si è in grado o non si vuole ascoltare. Il dito medio rappresenta l'etere, quindi lo spazio, in questo contesto rappresenta il contatto, laporta, verso le dimensioni superiori, è questo il momento per guardarsi dentro, perdonare, fare pace con le vecchie ferite.

  • Utkata konasana

Consigli per l'esecuzione:

Ognuno scenda con il busto quanto gli è possibile, senza mai sforzare troppo le ginocchia. La posizione va fatta progredire poco alla volta per dare tempo alle cosce di tonificarsi abbastanza. Mantenere nella discesa la gamba parallela al pavimento, prepararsi in modo dinamico molleggiando in su e in giù e verso destra e sinistra, proprio per tonificare i muscoli della gambe. Il movimento va comunque svolto lentamente in modo da non danneggiare bacino e ginocchia. Piuttosto che rischiare di sentire dolore alle ginocchia aprire maggiormente le gambe, per poter scendere più agevolmente, infine ricordare di porre i piedi in apertura con le punte verso l'esterno. Tenere saldo il bacino, usare i muscolo degli addominali e dei glutei per rimanere in asse e non "crollare". Ottima posizione per la salute delle donne e dell'apparato femminile, può essere svolta anche in gravidanza, anzi,è molto benefica in quanto prepara e tonifica interno cosce e perineo, durante il ciclo mestruale potrebbe aumentarne il flusso.

Simbologia:

Posizione della Grande Dea, è un nucleo di energie femminili in "esplosione", simbolicamente può imbrigliare le forze dell'universo e metterci in contatto con le nostre forze femminili più profonde, stimola i Chakra bassi e prepara l'energia alla risalita, così come la kundalini che risvegliandosi sale verso l'alto.

  • Natarajasana

Consigli per l'esecuzione:

Vi sono varie versioni di questa asana, come accade d'altronde per la maggior parte delle asana, in parte perché dipende dalle varie scuole di origine e diffusione, in parte perché questo si sposa con la regola secondo cui lo yoga è per tutti e va assaporato passo passo con il nostro corpo e il suo mutare e progredire. In particolare quest'asana vi sono versioni in cui la schiena si inarca maggiormente, il braccio è molto alto, così come la gamba, in altri casi invece l'inarcatura è minima e vi è invece maggiore inclinazione del busto in avanti, altri ancora in cui il piede della gamba sollevata viene retto con entrambe le mani e viene portato fino alla nuca. Basta fare una ricerca nelle immagini che internet offre e troverete tutte le tipologie proposte.. ognuno esegua quello che trova confortevole e possibile per se stesso, che si più semplice o complesso di quello che propongo, anche io rispondo alle stesse leggi fisiche a cui dovete sottostare voi. ;-)

Simbologia:

Questa posizione molto celebre rappresenta Shiva che danza nel momento della creazione, è il re(Rāja) della danza (nātya). Il dio si risveglia dopo la distruzione e danza per inviare energia e vibrazioni alla materia ferma e inerte. Questa danza rappresenta la continua creazione e dissoluzione. Fuori dalla sede del Cern in Svizzera troneggia una grandissima statua di Shiva che danza la danza cosmica, è un dono delle autorità indiane al centro di ricerca per onorare le loro collaborazioni scientifiche e per ricordare come le recenti scoperte e affermazioni della fisica quantistica rappresentino una conferma della simbologia spirituale delle credenze indiane e yogiche.

  • Tuladandasana

Consigli per l'esecuzione:

Prima di portare il corpo nella posizione finale essere certi di avere il piede a terra ben aderente, in radicamento totale. La gamba che sostiene il corpo deve essere ferma, stabile e distesa. La concentrazione va al baricentro, forti gli addominali  e tutto il core che sostiene la schiena, la postura e l'equilibrio. Andare lentamente in posizione finale, sia per non perdere l'equilibrio, sia per assaporare e comprendere appieno la forma e lo spazio occupato dal mio corpo che "prende il volo". Cerco di portare il corpo il più parallelo possibile al pavimento, senza inarcare la schiena, senza piegare le gambe, senza "crollare". Le braccia possono andare distese, oltre la testa, oppure rimanere lunghe distese accanto al fianco.

Simbologia: 

chiamata posizione della "Bilancia" o del "Bastone in equilibrio" è in ogni caso esempio perfetto dell'equilibrio precario, del dover porre grande attenzione alle basi forti e stabili dell'unico piede a terra, per poi lasciarci andare al divenire e così alle forze fisiche per far salire il corpo in posizione allineata. E' come un tuffo, è come volare... è un lasciarsi andare ma "con la testa". Per questo motivo si dice che sia utile sostare ogni giorno in questa asana quando necessitiamo di una risposta, quando dobbiamo prendere una decisione e ci troviamo per questo in difficoltà.