Yoga Simbolico: il numero 1. Sequenza "Io sono"

26.03.2021

Sequenza "Io sono: la Nascita", sviluppata attorno a Tadasana

Ho creato questa sequenza, leggermente più complessa della prima, cercando di immaginare di essere quello zero, l'anima incarnata, che ora si fa uno. Scende e trova il suo corpo, ma è ancora all'inizio del viaggio, è sulla linea di partenza, pronto a partire, sta prendendo confidenza con il suo nuovo corpo, è ancora pura unità. 

Il numero 1 nella numerologia è l'Archetipo del Guerriero e come nel numero 1 dei tarocchi (Arcano del Mago), indica la capacità creativa e attiva della persona.

Io Sono, dice il guerriero, ma anche il Mago potrebbe dire la stessa cosa cominciando il suo viaggio. Il Guerriero rappresenta ovviamente un'azione attiva e combattente, desidera costruire una realtà migliore attorno a sé, ed è pronto a combattere per ottenerla. Il Guerriero è forte, indipendente, leale, giusto, integro, coraggioso. A livello numerico l'1 è, come ogni numero, simbolo di Unità, ma allo stesso tempo è sempre uguale a se stesso, non può accettare la molteplicità, infatti moltiplicato per 1, qualsiasi numero, darà sempre il numero di partenza e moltiplicato per se stesso, l'1, anche un numero di volte infinito, darà sempre 1. L'1 è immutabile, in questo senso. Storicamente e filosoficamente era considerato sia maschile che femminile, dai pitagorici veniva considerato come punto di principio (il punto era anche la sua rappresentazione geometrica), come genesi e non tanto come numero vero e proprio. Come nei Tarocchi il Mago è colui che dopo la follia senza meta e senza obiettivi del Matto (lo zero), prende la decisione di incamminarsi lungo in viaggio e comincia a identificarsi in qualcosa e qualcuno, rimboccandosi le mani di fronte al suo tavolo da lavoro, come un fornaio che decide di dare forma al pane e comincia con il preparare gli ingredienti per l'impasto. Con questo significato di Unità, l'1 divenne facilmente simbolo del divino. Interessante notare che in qualunque modo cerchiamo di identificarlo o dargli degli attributi, questo Uno perde la sua unicità e diventa necessariamente duplicità. Ovvero, nel momento in cui medito su di una verità, creo immediatamente qualcosa di duplice, scorporo il maschile e il femminile contenuti all'interno dell'1 per creare nuovi mondi, nuovi simboli e rappresentazioni. Il fornaio divide l'impasto perché non sia solo una forma indefinita ma per formare delle pagnotte tutte uguali, o tutte diverse, o un po' di un tipo e un po' di un altro.. in qualunque modo decida di fare i suoi panini dovrà dividere l'impasto e farne qualcosa d'altro, di nuovo, di molteplice. Secondo gli studi di F.C. Endres e A.Schimmel questo ha indotto i pensatori e i ricercatori mistici a descrivere la potenza divina solo servendosi di negazioni anziché di descrizioni, hanno preferito cioè non attribuirgli niente, ma descrivere ciò che non è, per non negargli la sua Unità. Si pensi, ad esempio, che un tipico modo indù di descrivere dio (usato tanto nelle sacre scritture quanto nel mondo moderno indiano) è neti neti, ovvero "né questo, né quello".

Foto di anncapictures da Pixabay  

Praticare una sequenza yoga sviluppata attorno a Tadasana serve per personificare quell'azione di principio e assolutezza, di Io, prima dell'azione nel mondo, ovvero prima che questa unità si trasformi in duplicità. Guerriero, Mago, l'1 in ogni caso vuole raccontare la storia dell' "All'inizio c'era solo il...". E' il punto, la sorgente, il principio. Se lo zero è il caos, il vuoto, l'informe,l'1 è la prima scintilla divina da cui poi, non appena perdiamo questo microscopico aggancio alla fonte e alla sorgente meditativa, siamo già caduti nel mondo e nella molteplicità. Come la concentrazione tenuta durante la meditazione, un attimo c'è e un secondo dopo è sparita a causa della perdita del contatto con l'unità, a causa cioè della consapevolezza di se stessi, che ci porta a dividerci da quella fonte unica e indivisibile compare la creazione, la divisone, maya: l'illusione. Lo scopo del Guerriero sarà quello di rendersi forte e pronto a tornare e a sostare il più a lungo possibile in quello stato di Io-Non Io, in quella consapevolezza non ludica e mentale, ma interiore e animica di 1 con il Tutto, di neti neti.